Grandvillard
Il borgo delle tradizioni
Incantevole villaggio della Haute-Gruyère, conserva un’eredità che racconta di prosperità e tradizioni montane. Tra il XVII e il XVIII secolo, l’attività pastorale e la produzione di formaggi portarono ricchezza, visibile ancora oggi nelle facciate di pietra delle sue case.
Un esempio di questo splendore è la casa di Pierre de la Tinaz, commerciante di formaggi e banneret, che si erge ai margini della foresta, emblema della ricchezza di un tempo. Le origini di Grandvillard risalgono a un’epoca lontana, quando, all’inizio del millennio, si formò come insediamento montano. Secondo le leggende, le prime comunità vivevano sparse negli alpeggi sopra la valle. Il nome stesso del villaggio, che richiama le “villae” romane del I secolo d.C., suggerisce che la sua storia inizi con la colonizzazione romana. Nel corso del XII secolo, con l’aumento della popolazione, il villaggio si sviluppò ai piedi della montagna, vicino al torrente Taouna. Grandvillard è stato profondamente influenzato dalla civiltà cristiana. Divenne uno dei centri religiosi dell’Alta-Gruyère nel 1228, e il suo spazio sacro si spostò dalla collina di Daudaz al centro del villaggio, dove furono costruite due chiese nel 1490 e nel 1594. Oltre al patrimonio religioso, il paesaggio testimonia un’economia vibrante: antichi granai, mulini e concerie raccontano di un’attività frenetica oggi scomparsa. Nel corso del XIX e all’inizio del XX secolo, molti abitanti di Grandvillard furono costretti a emigrare, ma il villaggio ha lasciato il segno anche grazie a personaggi illustri come Jacques Delatinaz, letterato emigrato a Parigi e autore prolifico; Pierre Musy, consigliere di Stato e prefetto di La Gruyère; e Jean-Marie Musy, consigliere federale e due volte presidente della Confederazione. Oggi, Grandvillard è un luogo che invita a esplorare il passato attraverso la bellezza del suo paesaggio e delle sue tradizioni, una sintesi armoniosa di cultura, storia e natura.